Miniere di Capoliveri
Visite guidate nelle gallerie sotterranee più grandi d'Europa

Il paese di Capoliveri è un affascinante località sull’Isola d’Elba, un piccolo borgo che sa farvi innamorare dei suoi splendidi paesaggi, del mare cristallino e della sua antica storia. Tra le attrazioni assolutamente da visitare c’è l’antico comprensorio minerario sul monte Calamita, a pochi chilometri dal paese, che fa parte del parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Tutto il versante est dell'Isola d'Elba e in particolare la zona di Capoliveri, è da sempre sfruttato per le sue immense risorse di ferro, già dai tempi degli Etruschi e dei Romani. Con il passare del tempo l’estrazione mineraria raggiunge livelli altissimi fino ad ottenere il suo apice verso l’inizio del 1900 con l’introduzione di nuove tecnologie che facilitano e ottimizzano il lavoro.
La storia parla di uomini minatori, che ogni giorno rischiavano la vita per poter guadagnare pochi soldi e sostentare le famiglie. Un lavoro a volte pericoloso e difficile, perché costretti a trascorrere molte ore in un ambiente malsano con aria rarefatta e con il supporto della sola illuminazione del proprio elmetto.
Le miniere sono state chiuse nel 1981 per ragioni economiche: la concorrenza estera dei paesi in via di sviluppo cominciava ad essere sempre più agguerrita, gli scioperi degli operai sempre più frequenti e l'intera Isola d'Elba si trovava nel pieno periodo del boom turistico. Tutte queste condizioni hanno portato il governo a decretare la chiusura definitiva dei lavori, ma a tutt'oggi alcune gallerie sono state rese visitabili con dei tour guidati, accompagnati da guide naturalistiche.
Attualmente l’unica Miniera di Capoliveri dove è possibile visitare la galleria sotterranea è la miniera del Ginevro, che è il più grande e produttivo giacimento dell’intera Europa sia per la quantità di materiale che per la sua alta qualità.
La miniera sotterranea del Ginevro si estende su tre livelli che seguono l’andamento del banco mineralizzato: quota 6, dove si trova l’attuale ingresso e le quote meno 24 e 54 raggiungibili attraverso una discenderia. Ognuno di questi livelli raggiunge le aree di coltivazione Nord e Sud. Accompagnati da espertissime guide minerarie o turistiche si possono visitare i livelli sei e ventiquattro. Al momento non è possibile raggiungere meno cinquantaquattro, dove devono essere ancora completati i lavori di messa in sicurezza. La miniera, chiusa nel 1981, era da considerarsi quella tecnicamente più avanzata in Europa per lo scavo e l’estrazione della magnetite. Il minerale, attraverso delle grandi mine realizzate nelle due coltivazioni, cadeva nei fornelli di intercettazione a meno 54, qui era caricato con pale meccaniche ad aria compressa, nei vagoni Garby da 8 tonnellate che formavano un treno di circa 8 vagoni e trasportato all’impianto di frantumazione interna. In questo punto, sotto il frantoio, scavato nella roccia, vi era un grande silos dove cadeva la magnetite ridotta in “appezzatura” da 10-15 cm. Il silos comunicava con una galleria a -81, qui, attraverso una bocchetta vibrante e un nastro trasportatore, il minerale raggiungeva in automatico un apposito contenitore detto tasca di pesatura che, si apriva non appena la gabbia del pozzo vi si posizionava a contatto, rovesciandolo nel deposito della gabbia, detta anche skyp, per essere trasportato all’esterno. Dalla torre del pozzo a +54, era scaricato in due grandi silos, collegati tramite un lungo nastro trasportatore all’impianto di trattamento, laveria.
Nelle miniere di Capoliveri si estraeva soprattutto la magnetite, un minerale di altissima qualità, molto ricercato per uso industriale in quanto contenente un’alta percentuale di ferro. Attualmente la miniera è chiusa, ma non è esaurita, si pensa addirittura che sia stata sfruttata solo per un terzo della sua potenzialità e che il mare sia ancora molto ricco di metalli non estratti e per questo è stata dichiarata Riserva strategica nazionale da utilizzare solo nel caso di un eventuale conflitto bellico. La visita comincia dal Museo della Vecchia Officina, chiamato così perché situato appunto nella officina meccanica della vecchia miniera. Il Museo racconta la storia delle miniere dalla loro origine, spiega le modalità di estrazione dei minerali, il loro uso e le caratteristiche. È un vero e proprio viaggio attraverso la tradizione e la vita quotidiana degli scavatori, anche grazie a filmati esplicativi ed antichi manoscritti originali.

I tour all'interno delle miniere di Capoliveri
I tour disponibili sono di due tipologie: uno più semplice, pianeggiante ed accessibile a tutti, della durata di 50 minuti, con una lunghezza di circa un chilometro e senza nessun dislivello. È una escursione adatta sia a grandi che piccini, che permette di visitare la galleria più antica scavata nel secondo dopo guerra a 6 metri sopra il livello del mare.
Il secondo percorso è un po’ più impervio ma molto affascinante ed emozionante: dotati di caschetto si scende nel sottosuolo percorrendo la via originale, che con scalini scoscesi arriva fino a 24 metri sotto il livello del mare per visitare il lungo tunnel poco illuminato, con una temperatura costante di 18 gradi, mentre la guida racconta la storia di questo arcaico lavoro. Durante il trekking si potranno scoprire ed osservare gli attrezzi che gli operai avevano a disposizione per scavare nella pietra, i carrelli e gli argani utilizzati per il trasporto del ferro. A questo tour non sono accettati ragazzi al di sotto dei 12 anni. La durata è di 50 minuti e si sviluppa per un chilometro con un dislivello di 30 metri.
La prenotazione dei tour è obbligatoria e si consiglia di presentarsi sempre 30 minuti prima della partenza e di indossare una giacca e delle calzature adatte alla tipologia di escursione, considerando il terreno a tratti scivoloso. Anche nel periodo estivo si consiglia di indossare scarpe chiuse e una maglietta a maniche lunghe in quanto all'interno delle gallerie la temperatura è di circa 18 gradi e l'ambienti sono molto umidi e ventilati.
Nella zona è anche possibile raggiungere la Miniera Sassi Neri, un cantiere minore a cielo aperto, situato nella zona nord, la cui unica testimonianza rimasta del lavoro di estrazione è un piccolo laghetto di acqua dolce, dal colore verde scuro, con una profondità di circa 10 metri. Il lago è nato grazie al riempimento all'interno del pozzo minerario ed è circondato da una folta vegetazione di macchia mediterranea.
La miniera del Vallone invece era il posto più antico per l’estrazione del ferro. Una miniera a cielo aperto che oggi si presenta come un anfiteatro naturale visibile anche dal mare, che degrada verso la bianca spiaggia, dove sono ancora visibili parte degli impianti di lavorazione a testimonianza di un lavoro millenario che ha segnato un’intera epoca.

Visitare le miniere di Capoliveri
Per visitare le gallerie sotterranee delle miniere di Capoliveri è possibile prenotare:
Miniere di Capoliveri
Località Calamita, Capoliveri
Tel: 0565935492 Cell. 3939059583 o 3938720018
Mail:
Safari in Miniera
Giorgia Tel: 3297442288
Aldo Tel: 3883046214
